Regolamento TARI art 8

gio 23 novembre 2017
a cura della Redazione

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1. Nella determinazione della superficie dei locali e delle aree scoperte assoggettabili alla TARI non si tiene conto di quella parte delle stesse dove si formano, in via continuativa e prevalente, rifiuti speciali non assimilati agli urbani, al cui smaltimento sono tenuti a provvedere a proprie spese i relativi produttori, a condizione che gli stessi dimostrino l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente. Non sono, in particolare, soggette a TARI:

a.le superfici adibite all’allevamento di animali;

 

b.le superfici agricole e pertinenziali produttive di paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzato in agricoltura o nella silvicoltura; legnaie, fienili e simili depositi agricoli. Restano comunque soggetti i locali destinati alla manipolazione, valorizzazione, commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli;

 

c.le superfici delle strutture sanitarie, anche veterinarie, pubbliche e private adibite, come attestato da certificazione del direttore sanitario, a sale operatorie, stanze di medicazione, laboratori di analisi, di ricerca, di radiologia, di radioterapia, di riabilitazione e simili.

 

2. Nell’ipotesi in cui vi siano obiettive difficoltà nel delimitare le superfici ove si formano rifiuti speciali non assimilati, stante la contestuale produzione anche di rifiuti speciali assimilati, l’individuazione delle stesse è effettuata in maniera forfettaria applicando all’intera superficie su cui l’attività viene svolta le seguenti percentuali, distinte per tipologia di attività economiche:

Attività

% di abbattimento della superficie

Falegnamerie e laboratori di antiquariato

30%

Officine meccaniche e officine di lavorazioni metalli

30%

Arti grafiche e similari

50%

Autofficine, motofficine, elettrauto

20%

Lavanderie

40%

Vetrerie

25%

3. Per fruire dell’esclusione prevista dai commi precedenti, gli interessati devono:

 

  1. indicare nella denuncia originaria o di variazione il ramo di attività e la sua classificazione (industriale, artigianale, commerciale, di servizio, ecc.), nonché le superfici di formazione dei rifiuti o sostanze, indicandone l’uso e le tipologie di rifiuti prodotti (urbani, assimilati agli urbani, speciali, pericolosi, sostanze escluse dalla normativa sui rifiuti) distinti per codice CER. La denuncia deve essere corredata da apposita documentazione attestante la produzione di rifiuto speciale non assimilato e comprovante l’avvenuto trattamento in conformità alla trattativa vigente. In caso di conferimento al servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani di rifiuti speciali non assimilati, in assenza di convenzione con il Comune o con l’ente di gestione del servizio, si applicano le sanzioni di cui all’articolo 256, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, oltre alla tassa dovuta per l’intero anno solare.

 

b)comunicare entro il mese di gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento i quantitativi di rifiuti prodotti nell’anno, distinti per codici CER, allegando la documentazione attestante lo smaltimento presso imprese a ciò abilitate. In difetto, l’intera superficie sarà assoggettata al tributo per l’intero anno solare.

 

4. Nella determinazione della superficie tassabile non si tiene conto di quella in cui si producono in via esclusiva rifiuti speciali non assimilati agli urbani. In tal caso oltre che alle aree di produzione dal cui utilizzo ne consegue la predetta produzione di rifiuto speciale in via esclusiva, la detassazione spetta ai magazzini funzionalmente ed esclusivamente collegati al processo produttivo dell’attività svolta dall’utenza. Si considerano funzionalmente ed esclusivamente collegati all’esercizio dell’attività produttive svolta nelle aree di cui al precedente periodo i magazzini esclusivamente impiegati per il deposito o lo stoccaggio di materie prime o di prodotti finiti utilizzati o derivanti dal processo produttivo. Restano, pertanto, esclusi dalla detassazione quelli destinati anche solo parzialmente al deposito di prodotti o merci non derivanti dal processo produttivo svolto nelle aree di produzione a cui gli stessi sono collegati o destinati alla commercializzazione o alla successiva trasformazione in altro processo produttivo che non comporti la produzione esclusiva di rifiuti non assimilati da parte della medesima attività.Gli altri immobili artigianali, commerciali e industriali o parti di essi, ancorché serviti da reti pubbliche di servizi, ove le attività siano temporaneamente sospese o definitivamente cessate anche se individuabili come “magazzini temporanei”e i magazzini di deposito merci distaccati dall’attività produttiva di una distanza maggiore di 500 m, ove si svolga mera attività di carico scarico, escluse le attività di logistica sono equiparati ai fini della superficie tassabile e della determinazione della Tariffa agli immobili individuati nella Categoria B, lettera 8) degli Immobili assoggettati a tariffa. Il soggetto passivo dovrà rendere apposita denuncia per l’assoggettamento, completa di documentazione probatoria che attesti la sospensione dell’attività o la cessazione definitiva e/o nel caso delle seconda fattispecie della distanza dall’attività di produzione e il Comune si riserva di espletare i propri accertamenti di verifica. L’assoggettamento viene applicato dalla data di avvenuta sospensione o cessazione accertata.